La sconfortante povertà dell’offerta e-book

Volevo comprare un ebook su Amazon per inaugurare e testare il nuovo store italiano. Però volevo comprare l’ebook di un libro che mi interessasse, non un test a caso tanto per provare. Allora ho cominciato a snocciolare nomi di autori e di titoli, ne avrò scritti più di dieci, ma nessuna delle ricerche da me effettuate ha restituito risultati italiani.
Nella fattispecie avrei voluto un ebook di Borges. L’idea di un ebook di Borges tra l’altro è elettrizzante: chissà cos’avrebbe pensato JLB di questo tipo di libri, del fatto che ciascuno di noi possa allestire enormi biblioteche personali nello spazio che occupa a malapena un solo volume, o del fatto che i libri possono essere collegati tra loro tramite link e che si possa passare da un testo all’altro con estrema facilità, sfruttando accostamenti bibliografici, di argomento, di autore eccetera. Il sapere ha tutto un altro sapore, ecco.
In ogni caso, non c’è uno straccio di ebook di Borges in italiano, né su Amazon né in nessun altro store, sappiatelo. L’esperienza di leggere la Biblioteca di Babele in bit dovrà aspettare ancora. Ho ripiegato quindi su altri nomi, Vargas Llosa ad esempio. Ma anche con un recentissimo premio Nobel non ho avuto successo, non c’è neppure il suo ultimo romanzo che in Italia è uscito nell’estate 2011 (Einaudi perdìo, fai qualcosa!). L’unica opera di MVL esistente in ebook è il ladrocinio legalizzato che prende il nome di “Elogio della lettura e della finzione” il discorso che MVL ha tenuto all’Accademia di Svezia: treantaquattro (34!) minuscole pagine cartacee che costano 8 euro in libreria e 6,99 in digitale. Tra l’altro il furto in questione non è nemmeno in vendita su Amazon.
Scoraggiata dagli insuccessi mi sono presa una pausa e mi sono scaricata una valanga di classici italiani, tutti gratuiti. L’Adone di Giovambattista Marino, per dirne uno, opera che è impossibile trovare in libreria. L’operazione mi ha rinfrancato, tuttavia rimanevo ferma nel mio proposito di acquistare a tutti gli effetti un ebook dal nuovo store. Ho quindi cominciato a inserire altri nomi ed altri titoli di cui ne riporto alcuni: Battle Royale, Le lezioni americane, Kenzaburo Oe, La versione di Barney,  Chretien de Troyes, Don de Lillo, Pedro Salinas,  Genji Monogatari, Thomas Pynchon.
Insomma, una vera desolazione. L’ultimo nome che ho inserito è stato Robert Frost. Da questa ricerca ho constatato che non solo non esistono ebook, ma che non esistono nemmeno libri cartacei che traducono l’opera di Frost. Sdegnata e incredula mi sono quindi comprata per 99 centesimi Poems of Robert Frost, large collection in inglese.

Conclusione? Nonostante il reiterato tentativo e l’assoluta determinazione non sono riuscita a comprarmi un ebook in italiano. È certamente vero che l’arrivo di Amazon nel panorama italiano è un passo avanti nel mercato ebook e probabilmente sarà un motore che velocizzerà, o quantomeno innescherà, il cambiamento. Tuttavia, ancora una volta, bisogna constatare quanto povera sia l’offerta attuale, sia per quanto riguarda titoli di catalogo sia per quanto riguarda le nuove uscite. La mia speranza è che, almeno per i nuovi titoli, le case editrici provvedano a redigere sistematicamente l’edizione digitale. Per il momento io continuo a leggere in inglese.

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4 risposte a La sconfortante povertà dell’offerta e-book

  1. Leggo il tuo post e commento.
    1- considerazioni giustissime e condivisibili
    2- finché il mercato sarà drogato dagli editori che pubblicheranno solo ciò che considereranno “vendibile” non vedo grandi possibilità di cambiamento
    3- ABBASSARE I PREZZI è una delle prime cose da chiedere
    4- Togliere la stronzata dei DRM è la seconda, altrimenti W il mercato “alternativo”

  2. Re Ratto ha detto:

    Purtroppo la situazione è questa.
    Ora sembra che siccome è arrivata Amazon tutti possono comprate tutto in ebook.
    Sappiamo bene che le cose non stanno così. La carenza di titoli a disposizione continua a essere molto preoccupante. Le case editrici si preoccupano di “convertire” il maggior numero possibile di bestseller usa e getta, e tanti saluti al catalogo, che poi è la vera ricchezza che hanno a disposizione.
    Un esempio a caso: la Nord dispone di un catalogo di fantascienza sconfinato. Titoli di grande qualità che non vengono più ristampati (alcuni ormai sono introvabili) perché la scarsa domanda non giustifica l’esborso economico, con tutti i rischi connessi (rese ecc.). Perché non riproporli in formato digitale?
    Per non parlare poi di casi limite tipo Stephen King, di cui non è disponibile NEMMENO un titolo in digitale, fatta eccezione per Miglio 81, che digitale nasce.
    Sarà un caso, ma 7/8 volte su 10 non trovo l’ebook che vorrei acquistare in quel momento. E non è che io legga roba così strampalata eh: parlo di titoli pubblicati in cartaceo da case editrici tipo Einaudi, Marcos y Marcos, Mondadori…
    Velo pietoso poi su case editrici come Meridiano Zero o Fanucci, che rifiutano il digitale a priori. A Brescia ho avuto modo di fare 2 chiacchiere con il signor Meridiano Zero. Magari scrivo qualcosa sulla Tana del Ratto, che sennò mi fa la muffa negli angoli.
    Ciao!

  3. Marta ha detto:

    Sulla digitalizzazione dei titoli di catalogo bisogna considerare il tipo di materiali che si hanno a disposizione. Se si hanno pdf stampa si dovrebbe digitalizzare tutto in blocco, ma con altri tipi di materiali la situazione è effettivamente più difficoltosa (e dispendiosa).
    Quello che secondo me è del tutto fuori dal mondo è non rendere digitali le nuove uscite, lo sforzo necessario in tal caso è davvero minimo sia dal punto di vista della realizzazione pratica che per quanto riguarda l’aspetto economico.
    Il signor Meridiano Zero è di Padova, potrei provare a parlarci un giorno o l’altro. Effettivamente la scelta di rifiutare il digitale da parte delle piccole case editrice è quantomeno incomprensibile.

    Per quanto riguarda la questione DRM sollevata da Stefano, secondo me con l’arrivo di Amazon, la situazione DRM peggiorerà, o comunque non migliorerà. Chi acquista su Amazon ha chiaramente un Kindle e non si accorge nemmeno che gli ebook che compra sono protetti. Non si parla più di Adobe drm, ma è comunque presente una protezione che impedisce la libera fruizione. In quest’ottica le case editrici che usano i drm non li toglieranno perché tanto su amazon i loro libri sono comunque protetti, inoltre se ne parlerà di meno visto che all’apparenza gli ebook comprati su amazon sembrano di più libera fruizione (falsissimo).

  4. Concordo con Stefano e Marta sotto molti punti di vista. Il mercato ebook, a parte rare eccezioni, è molto giovane (appena 1 anno). E’ sbagliato quindi paragonarlo per esempio a mercati più maturi come quello americano. Tuttavia esistono delle condizioni negative che ne frenano sicuramente lo sviluppo: gap tecnologico di gran parte degli editori, paura dell’ebook per una cultura dominata dalla carta, prezzi ingiustificatamente alti (quasi da cartello), i DRM e per finire anche il prezzo degli e-reader.

    Sicuramente l’avvento di Amazon darà una scossa al mercato un po’ come quello che fa Ryanair al mercato aereo, obbligando i concorrenti ad adeguarsi. Ho dei dubbi però sul fatto che la crescita non sostenuta da agevolazioni e da incentivi, non economici ovviamente, stenterà a decollare. Non dimenticate la legge anti-amazon per gli sconti e l’iva che è ancora al 21% sugli ebook.

    Ho paura che anche per questo settore il corporativismo tipicamente italiano che domina la distribuzione editoriale ostacolerà o controllerà il mercato.

    Ma sono fiducioso sul fatto che è soltanto una questione di tempo. La rivoluzione degli ebook, del social reading, dei booksblogger sia inarrestabile. Chi non coglierà questa opportunità sarà spazzato via.

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