To e- or not to e-?

Il blog non è morto, e nemmeno io lo sono. Vicende esterne al web mi hanno tenuta impegnata. Tornerò a breve con recensioni relative al mondo Kindle (sempre più gente arriva sul blog attraverso ricerche che comprendano la parola Kindle).
In questo periodo di assenza, ad ogni modo, ho vinto due premi librescamente opposti. Ho vinto un Kindle 3G grazie ad Europeana e un buono per comprare 1000 (sì, mille!) euro di libri cartacei. A parte la sfacciata fortuna, mi sento un po’ confusa: da un lato possiedo un dispositivo che mi permette di comprare libri da ogni parte del mondo e in pochi secondi, dall’altra mi trovo nella posizione di dover stilare una lista (lunghissima) di desideri cartacei.
Oggi ho acquistato gratuitamente tre libri sul Kindle store (questo, questo e questo) e mi sono anche fatta un giro in libreria per cominciare a redigere la lista dei desiderata. È da gennaio che non leggo un libro di carta perché, presa dall’entusiasmo digitale, per mesi ho divorato solamente e-book; adesso però mi trovo a fare quella riflessione doverosa che tutti noi lettori dobbiamo fare prima o poi: “Quali libri ha senso possedere in carta, quali in digitale?”.
All’inizio della mia esperienza di lettura digitale il mio manicheismo conclamato mi aveva subito reso una digitalista convinta. Un ritorno alla valorizzazione del solo contenuto, privato della sua confezione, mi aveva molto affascinato. Adesso che è passato qualche mese, devo però dire che in effetti ci sono anche dei libri che vale la pena possedere e le mie posizioni estreme si sono smorzate. Mi piacciono i libri fatti bene e sul fronte della confezione il cartaceo batte ancora di molto il digitale in qualità.
Devo trovare un equilibrio tra digitale e cartaceo, un criterio sul quale basarmi per scegliere in che modo compiere le mie letture. Per ora l’unico discrimine che ho trovato è la lingua: i libri in inglese li leggo senza rimpianti sul Kindle, mentre per ora in italiano non ho letto quasi niente in digitale (complice anche l’avverso mercato nazionale).
Altre distinzioni potrebbero essere quelle di genere (romanzo vs saggio), quelle di affetto (un autore amato lo leggo in cartaceo, uno sconosciuto in digitale), quelle di prezzo (ma per ora purtroppo le differenze sono davvero poche).
Mi piacerebbe molto sapere quali sono le opinioni degli altri lettori digitali, e ovviamente siete tutti invitati a lasciare consigli che vadano ad allungare la lista dei libri, rigorosamente cartacei, da comprare.

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Una risposta a To e- or not to e-?

  1. giovanni ha detto:

    Non so qual è il tuo genere preferito, ma posso consigliarti (almeno a me sono piaciuti):

    “Io volevo Ringo Starr” di Daniele Pasquini, Intermezzi Editore
    “Via da lì” di Enza Alfano, Boopen LED
    “Io non ho paura” di Nicolò Ammaniti
    “L’ombra del vento” – Carlos Ruiz Zafon (stupendo!!!)
    “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” – Amara Lakhous (molto, ma molto bello)
    “Diciannove minuti” – Jodi Picoult
    “Il conte di Montecristo” – Dumas
    “Stagioni Diverse” di Stephen King
    “Misery” di Stephen King

    Se vuoi ce ne sono anche altri recensiti sul mio blog: http://giochidiparole.wordpress.com/category/recensioni/
    Ripeto, non conosco il tuo genere preferito :) .
    Ciao.

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