Guida – Come convertire epub e inviare documenti al proprio Kindle

Proprio ieri, qui sul blog, mi è stato chiesto come si fa a inviare epub convertiti in mobi al proprio Kindle. Ho quindi pensato che possa tornare utile una breve guida che riassume il facile procedimento che permette di avere nel proprio Kindle anche ebook che non sono stati comprati direttamente su Amazon.

conversioneCome spesso ho avuto modo di dire, il miglior metodo per garantirsi l’accesso ai propri ebook e soprattutto il loro possesso è quello di acquistarli su store indipendenti (UltimaBooks, Book Republic etc.), preferibilmente in formato epub, e poi convertirli in mobi, cioè il formato leggibile su Kindle (tutto questo ovviamente vale solamente per ebook privi di DRM).
Facendo così ci si costruisce una piccola biblioteca privata digitale, conservando i propri acquisti in una cartella del proprio computer che, a meno di incidenti di backup, dovrebbe poter essere sempre accessibile.
Si noti che il processo di conversione di ebook DRMfree è del tutto legale se finalizzato all’uso personale, come nel caso della fruizione tramite un proprio device.

Vediamo allora qual è la procedura da seguire:

Forse non tutti sanno che
Forse non tutti sanno che ad ogni Kindle corrisponde un indirizzo mail. Se non sapete quale sia la mail del vostro Kindle non preoccupatevi, basta andare nella vostra sezione My Kindle e troverete tutte le informazione che cercate, oltre a molte altre. In particolare, per verificare quale sia la mail del vostro dispositivo basta cliccare nel menu a sinistra alla voce “Gestione dispositivi”: vi comparirà una fotografia del vostro modello di Kindle accompagnata dal suo numero di serie e dalla famigerata mail.
Poiché il Kindle possiede un indirizzo mail è quindi naturale che possa ricevere mail, tuttavia, per evitare spam, il Kindle può ricevere solamente messaggi inviati da indirizzi approvati. Per inserire tra gli indirizzi approvati l’indirizzo da cui intendete inviare i documenti dovete cliccare a sinistra alla voce “Impostazione documenti personali” e aggiungere il vostro indirizzo cliccando sul link indicato dalle frecce rosse.

screenshot amazon

Una volta fatta quest’operazione potrete inviare dall’indirizzo approvato tutti i mobi o i documenti che vorrete e verranno recapitati al vostro Kindle, inoltre verranno immagazzinati anche nella vostra Amazon Cloud, in questo modo potrete accedere ai vostri contenuti da qualsiasi computer o dispositivo dotato di Kindle App.

Calibre
calibre
D’accordo, però ancora non ho detto come si converte un epub in mobi.
Il modo più facile per eseguire questa operazione è farla fare a qualcun altro, e questo qualcuno è un meraviglioso programma di gestione ebook che si chiama Calibre e che può essere scaricato gratuitamente qui (se lo userete e vi piacerà, considerate anche una donazione per supportare il progetto, lo merita davvero).
Una volta installato il programma, partirà un percorso guidato che vi permetterà di settare tutte le impostazioni che vi serviranno in futuro.

1) Vi verrà richiesto di indicare in quale cartella volete che il programma salvi e immagazzini i vostri ebook. Io ho scelto una cartella di Dropbox, in modo da avere tutti i miei libri sempre disponibili ovunque vada.
2) Dovrete segnalare che tipo di lettore possedete specificando sia la marca sia il modello, in questo modo Calibre saprà già cosa deve fare e di che tipo di file avrete bisogno.
3) Inserite le specifiche del vostro indirizzo mail e dell’indirizzo mail del vostro Kindle. È importante che l’indirizzo personale inserito sia stato approvato nella vostra area My Kindle (vedi paragrafo precedente), altrimenti i file non arriveranno mai al vostro dispositivo.

Una volta che avrete effettuato queste tre operazioni convertire ed inviare sarà facilissimo.
Se per caso avete già installato Calibre ma non avete inserito correttamente questi dati, basta che andiate su Preferenze/Avvia la procedura guidata iniziale e potrete inserire tutte le informazioni necessarie.

Conversione
conversioneQuindi voi avete comprato un ebook senza DRM e avete scaricato sul vostro computer l’epub, cosa fare adesso? Aprite Calibre e trascinate il file del vostro epub all’interno della schermata di Calibre, in questo modo il libro verrà automaticamente aggiunto alla vostra libreria e lo potrete ritrovare nella cartella che avete indicato al punto 1) del paragrafo precedente. Una volta che il libro comparirà nell’elenco della vostra libreria cliccateci sopra in modo da selezionarlo, dopodiché scegliete Converti libri/Converti individualmente dal menu soprastante (quello con le icone belle grosse, l’icona in questione è un libro marroncino con due freccette). Si aprirà una finestra, a quel punto basterà cliccare OK per avviare il processo di conversione.
La conversione di un file impiega davvero poco (a volte anche meno di un minuto), potete controllare lo stato della conversione cliccando in basso a destra dove vedete la scritta “Lavori”.
Una volta che la conversione sarà ultimata, cliccando sul vostro libro, noterete che nella colonnina sulla destra della schermata, dove compaiono i dati del libro (titolo, autore, riassunto etc.), troverete anche la voce “Formati”, lì dovreste avere la scritta EPUB, MOBI.

Inviare il libro in formato Kindle
A questo punto, se avete eseguito quanto spiegato ai punti precedenti, inviare il libro al vostro Kindle è davvero semplicissimo. Basta cliccare sul solito menu soprastante alla voce Connetti/Condividi, lì scegliere “Invia messaggio elettronico a…” e selezionare l’indirizzo associato al vostro Kindle. Il file partirà istantaneamente.
Anche in questo caso il processo richiede pochi minuti (ed è sempre possibile controllare l’avanzamento tramite il tasto “Lavori”). Una volta che l’invio sarà ultimato basterà connettersi col proprio Kindle ad una rete wifi ed il file verrà recapitato in pochi istanti.

Amazon Cloud
Spesso capita che chi possiede un Kindle magari abbia anche altri device (tablet, smartphone etc.). Ebbene, i file che voi avete inviato al vostro Kindle possono essere letti anche su qualsiasi dispositivo su cui sia installata la Kindle App (applicazione gratuita sia per Android che per iOS).
Per trovare il vostro libro basterà andare su “Cloud”, in questa sezione troverete tutti i libri comprati sullo store Amazon e tutti i documenti che avete inviato a un vostro dispositivo, basterà cliccare sopra al libro che desiderate leggere perché venga scaricato sul vostro tablet/smartphone.
Con un solo invio quindi potete leggere il vostro libro su qualsiasi dispositivo.

Spero che questa guida possa tornarvi utile ed in particolare mi auguro che con queste brevi istruzioni possiate beneficiare ulteriormente della comodità della lettura digitale. Per qualsiasi chiarimento, suggerimento o correzione ovviamente sono qui a disposizione.

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Mr. PaperWhite – il nuovo Kindle e le mie abitudini

Kindle3 - Kindle Paperwhite

È vero, avevo detto che non avrei più comprato un Kindle, e le ragioni sono ancora tutte validissime: i formati incompatibili, i DRM, l’acquisito del diritto all’accesso e non al possesso, tutto ancora attuale. Eppure non ho resistito.

Il giorno 4 settembre ho ordinato in nuovo Kindle Paperwhite. Per dirla tutta l’ho ordinato con l’intenzione di restituirlo: volevo poter darci un’occhiata, leggere qualche pagina di prova e poi rimandarlo indietro grazie al diritto di recesso per cui si può rispedire ad Amazon qualsiasi cosa entro trenta giorni dall’acquisto, senza dare spiegazioni e venendo risarciti dell’intera spesa. Invece alla fine me lo sono tenuto.
È arrivato il 9 ottobre e, come succede coi cuccioli di cane abbandonati, dopo un solo sguardo ho capito che non avrei mai potuto rispedirlo indietro.

Da quasi tre anni leggo su di un Kindle3, uno di quelli con la tastierina fisica. È un oggetto solidissimo, di una semplicità pretecnologica che probabilmente gli garantirà una vita eterna. Un nuovo lettore non mi serviva. Vediamo allora quali sono stati i motivi che in un solo istante mi hanno convinto a tenere il nuovo e-reader di Amazon.

Le dimensioni. Rispetto al mio primo Kindle, il PaperWhite è di dimensioni più contenute, in particolare, non avendo la tastiera, è più corto. Grazie alle nuove prporzioni sembra anche che lo schermo sia più grande, ma probabilmente è un’illusione ottica perché entrambi hanno uno schermo da sei pollici. Le nuove misure permettono un minor sforzo nel tenere sollevato il dispositivo, in particolare se si legge a letto o distesi.

Il touch. Il Kindle3 ha una tastierina in basso e dei bei tasti laterali per girare le pagine, e se si tocca lo schermo non succede un bel niente. Questo in realtà è anche un vantaggio perché evita di girare pagine per sbaglio sfiorando inavvertitamente lo schermo. Il Paperwhite invece sfrutta la tecnologia touch e non ha nessun tasto fisico: lo shermo è diviso in zone e a seconda di dove si tocca si eseguono operazioni diverse (girare pagina avanti o indietro, far comparire il menu etc.).

Lo schermo. Il Kindle3 ha un solo difetto: lo schermo troppo scuro. Il Paperwhite arriva quindi a rimediare all’unica vera mancanza del suo predecessore.
La luminosità non può mai essere spenta del tutto, se messa al minimo lo schermo assomiglia abbastanza allo schermo grigetto del Kindle3, ma non ha senso non avvalersi della funzionalità centrale del device.
La scala di luminosità si compone di 24 tacchette (livello 24 corrisponde a massima luminosità, 1 minima luminosità), io mi sono assestata al livello 10 che va bene sia per leggere alla luce sia al buio.

L’esperienza di lettura è davvero ottima e grazie alle nuove funzionalità migliora di molto quella che era già un’ottima prestazione.
Ho letto parecchie ore al buio (leggendo Stoner di John E. Williams, un romanzo meraviglioso che consiglio a chiunque e che mi ha tenuto sveglia fino alle tre di notte) e devo ammettere che, nonostante il mio iniziale scetticismo, l’esperienza è del tutto rilassante per gli occhi (poi se uno legge fino alle tre di notte non può certo imputare una certa stanchezza all’illuminazione dell’inchiostro elettronico…), inoltre lo schermo illuminato non infastidisce eventuali compagni di stanza/letto che, posso garantire, riescono a dormire indisturbati come se niente fosse.

Ma voi mi chiederete, ma non avevi detto che tornando indietro non avresti più comprato un Kindle? Sì, lo avevo detto, e sono ancora convinta che tutte le motivazioni esposte nell’articolo dedicato a queste questioni siano ancora valide. L’obiettivo dell’articolo era proprio quello di portare l’attenzione sulle varie problematiche che comporta la scelta di un lettore ebook rispetto ad un altro, ed in particolare, l’obiettivo era sottolineare quanto sia importante la consapevolezza riguardo a tutti gli aspetti dell’acquisto e della fruizione di libri digitali.
Una volta che il lettore (quello vero, la persona dico) è conscio dei propri diritti e delle diverse problematiche legate al mondo dei formati e del copyright, è liberissimo di scegliere il miglior e-reader, e la scelta è eminentemente personale e dipende dalle abitudini di acquisto e di lettura che determinano tutte le scelte successive.

Io ad esempio non compro quasi in nessun caso direttamente da Amazon, generalmente acquisto i miei ebook su store online (UltimaBooks e BookRepublic soprattutto), compro solo libri privi di DRM e di norma acquisto in formato epub.
Questo comporta che poi io debba eseguire una conversione del file prima di poterlo leggere sul Kindle, ma preferisco impiegare due minuti in più e possedere per davvero i miei libri nel formato standard, piuttosto che risparmiare qualche minuto col rischio di ritrovarmi un giorno scippata di tutti i miei acquisti.
Comprando in epub, senza DRM e su negozi indipendenti ci si garantisce il diritto al possesso dei propri file che possono essere salvati in una normale cartella del proprio computer e raggiunti in qualsiasi momento.

Spesso mi viene chiesto quale sia il miglior e-reader. Io non ho una risposta perché credo che esista il miglior e-reader per me e il miglior e-reader per te: possono coincidere, ma anche no.
Il mercato offre molti modelli, tutti più o meno buoni per quanto riguarda l’esperienza di lettura. Quello che va valutato quindi è tutto ciò che va oltre l’utilizzo del device in sé, e concerne le abitudini e le competenze della persona.

Sei disposto a smanettare o vuoi che il processo di acquisto e lettura sia il più snello possibile? Pensi di cambiare e-reder in futuro? E se sì, pensi di cambiarlo con uno di marca diversa? Vuoi leggere lo stesso libro su dispositivi diversi (pc, e-reader, tablet etc.)? Vuoi usufruire di servizi di prestito bibliotecario per e-book? Leggi molti libri stranieri?

Queste sono solo alcune domande che bisognerebbe porsi al momento dell’acquisto di un e-reader, e solamente analizzando le proprie abitudini è possibile scegliere per davvero il miglior e-reader sul mercato.

P.S.
Mr. PaperWhite è il nome del mio nuovo Kindle: un tributo ad un grande personaggio di una grande serie televisiva che, con una saggezza non comune, ha deciso di concludersi nel momento di massima gloria.

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Kobo Glo – tiepide emozioni

L’avevo promesso mesi fa ed eccomi qui. Questa non sarà una recensione tecnica, in giro ne è pieno, ma sarà una recensione personalissima e sentimentale.

Il Kobo Glo è arrivato a casa mia una sera di novembre direttamente da Mondadori, che me l’ha mandato in conto-visione, o un nome simile, che significa che te lo lascia qualche giorno e poi se lo viene a riprendere per riportarselo a Milano per sempre. La mia esperienza quindi non è di utilizzo prolungato, ma un mordi e fuggi: un rapporto consumato male e in fretta, e forse proprio da queste premesse deriva il mio scarso entusiasmo.

Esperienza estetica
Il Kobo Glo è carino, ha un retro simil-trapuntato che avrei voluto morbido, ma che in realtà è solo un’illusione ottica. Ma quello che salta subito all’occhio (almeno al mio) sono le dimensioni ridottissime. Io sono abituata al mio Kindle3 con tastiera fisica che è effettivamente grandino, il Kobo è davvero piccolo. Vedere per credere.

KoboGlo

Il libro di confronto è un normale Einaudi dalle dimensioni standard, il Kobo quindi occupa sensibilmente meno superficie di un normalissimo libro.
In generale è un bell’oggetto da vedere e da tenere in mano.

Esperienza social
Ecco, il Kobo punta molto su questo lato social della lettura, aspetto di cui, non me ne voglia nessuno, non me ne frega assolutamente niente. Anzi, mi infastidisce quasi. Non voglio che il mio device sia collegato in nessun modo ad un profilo di qualsiasi genere che non sia quello che serve per far funzionare il dispositivo stesso. Non mi interessa pubblicare brani dei libri che sto leggendo sulla mia timeline, né tantomeno mi interessa qualcosa di guadagnare “premi”di lettura per i traguardi realizzati. Io voglio leggere. Punto.
L’aspetto social servirebbe anche per poter discutere, è vero, però se voglio discutere lo faccio tranquillamente al di fuori tramite blog, social network o persone in carne ed ossa. La mia esperienza di lettura su carta e digitale è esattamente la stessa, è un’esperienza chiusa e ben delimitata dai margini delle pagine. Una volta che si chiude il libro o si spegne l’e-reader può cominciare la discussione, ma la cesura deve essere netta.
A causa di questa visione delle cose non posso quindi esprimere un giudizio ponderato sulle funzionalità social del Kobo, che comunque sembrano essere ben più implementate di quelle del Kindle.

Esperienza di lettura
Nonostante il poco tempo a disposizione, sono comunque riuscita a leggere due libri sul Kobo e posso quindi parlare anche dell’aspetto più importante.
La leggibilità è ottima e lo sfondo chiaro (più chiaro del mio Kindle) contribuisce molto alla facilità di lettura. Il vero dramma è il touch.
Gli e-reader touch sono un concetto sbagliato. L’ho detto. I due bei bottoni laterali del Kindle che girano le pagine solo a seguito di una decisa e premeditata pressione sono tutto quello che serve. Con il touch sono più le pagine girate accidentalmente che quelle girate al momento giusto.
Ovviamente questo non è un problema del Kobo, è un problema di tutti i lettori che sfruttano la tecnologia touchscreen, ma tant’è.
La mia esperienza di lettura è stata pesantemente compromessa dalle interruzioni accidentali date dallo sfioramento dello schermo e devo ammettere che è piuttosto irritante.

Esperienza di lettura Glo
Ovviamente la funzionalità che più mi premeva di testare era la lettura al buio. A prima vista il poter leggere da uno schermo che si illumina da solo sembra la trovata del secolo, poi quando ci rifletti un paio di minuti ti rendi conto che le volte in cui volevi leggere nel buio pesto e non avevi una luce a disposizione sono state forse due nella tua vita, o forse anche nessuna.
La verità è che l’intensità dell’illuminazione dello schermo è praticamente la stessa di quella di una lampadina da comodino: la speranza di non disturbare compagni di letto fotosensibili è quindi del tutto vana.
Lo schermo si illumina ed è possibile leggere tranquillamente per qualche minuto, ma la lettura è comunque più stancante rispetto a quella eseguita abitualmente, se si aggiunge poi che in teoria la funzione Glo si usa soprattutto la sera, quando si è più stanchi, conviene davvero accendersi la luce e basta.

Insomma, a parte la maggior nitidezza e lo sfondo più chiaro, il mio Kindle 3, ormai vintage, continua a piacermi di più, con i suoi due bottoni laterali per scorrere le pagine e con nessuna funzionalità oltre quelle di storage e lettura.
Ovviamente esistono molte altre questioni da tenere in considerazione, questioni che prescindono l’hardware e di cui ho parlato qui, ma ciononostante ho restituito il Kobo senza rimpianti e sono tornata a leggere sul mio vecchio Kindle semi-analogico.

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Risorgimento

Il mio gerbillo Banana alle prese con la letteratura spagnola.

Il mio gerbillo Banana alle prese con la letteratura spagnola.

Leopardianamente ritorno alla scrittura.
Il blog ha taciuto per molti mesi, complici vicende private e accademiche, ma adesso vorrei tornare a scrivere con una certa costanza. Nei lunghi mesi di silenzio ho letto pochissimo, sia in digitale che in cartaceo, e devo ammettere che mi sono tenuta anche poco informata rispetto alle novità del mondo dell’editoria digitale.
Diciamo che ho avuto bisogno di prendermi un po’ di tempo di pausa perché le trite tematiche del cartaceo vs digitale mi avevano un po’ nauseato.

Ma adesso torno sul pezzo, e vista la disinformazione degli ultimi mesi forse dirò qualcosa che è già stato detto mille volte (mi stupirei del contrario), ma sono mesi che sento l’urgenza di esternare questa considerazione.
Il dubbio che mi affligge è:

Chi cavolo è che si è inventato il nome inMondadori?
Ma soprattutto, chi cavolo è che ha approvato un nome simile?

Figure simili (ma di maggior portata, beninteso) hanno contraddistinto anche Microsoft in tempi recenti, con il lancio dell’applicazione Inkulator. Mondadori non ha passato il segno in questo modo, ma davvero mi risulta difficile credere che nessuno si sia accorto che inMondadori e immondo sono praticamente la stessa parola. Mah…

Facezie a parte, non mi sono dimenticata di aver promesso una recensione del KoboGlo, come comunico anche di aver letto il nuovo pamphlet di eFFe, e probabilmente di volerne parlare presto o tardi. A prestissimo!

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Kobo Glo – Coming Soon

È appena arrivato. Lo uso un po’ e tra qualche giorno vi dico che ne penso.

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Perché non comprerei più un Kindle

Sono ormai quasi due anni che leggo in digitale e sono quindi passati quasi due anni dal momento in cui ho cominciato a raccogliere notizie ed opinioni sui vari e-reader presenti sul mercato. Due anni fa ho deciso di comprare un Kindle, oggi, alla luce di molte letture e discussioni vi spiego perché se domani dovessi comprare un nuovo e-reader non comprerei più il lettore di Amazon.

Il Kindle è un e-reader straordinario. È economico e al contempo è indubitabilmente un oggetto di grande qualità. Però. Però è un device proprietario.
Lo so che il Kindle è un lettore proprietario oggi come lo era due anni fa, e che in sostanza nulla è cambiato. Tuttavia io due anni fa non avevo tenuto in debita considerazione questo aspetto e credo che alcune riflessioni in merito possano servire a chi si trovasse in dubbio a proposito dell’acquisto di un nuovo e-reader.

Quello che mi interessava due anni fa era poter leggere in digitale come su carta: con la stessa visibilità e lo stesso sforzo per gli occhi. E basta. Quello che non tenevo in considerazione è che, nel momento in cui si passa a leggere ebook, sorgono problematiche nuove, totalmente assenti nel mondo dei libri di carta. Sembra scontato, forse oggi questo è chiaro a tutti, ma due anni fa a me non era per niente chiaro e l’unico aspetto che mi sembrava rilevante tenere in considerazione era che lo schermo non fosse retroilluminato e che si potesse leggere per ore senza stancarsi, come succede con la carta.

Sul mercato oggi esistono tanti dispositivi, tutti più o meno buoni e che permettono un’ottima lettura rilassante. La mia principale preoccupazione di due anni fa quindi oggi non ha praticamente ragione di esistere. Quali sono quindi gli aspetti che invece fanno la differenza per davvero (oggi come due anni fa)?

Il formato. Come il formato standard per la musica è l’mp3, così il formato standard per gli ebook è l’epub. Il problema è che il Kindle non legge gli epub. I formati ebook che si possono leggere sul Kindle sono mobi e azw.
Assieme al problema del formato viene poi il problema dei DRM e delle protezioni in generale. Generalmente gli ebook delle grandi case editrici italiane sono in formato epub e sono protetti da DRM, un lucchetto Adobe che comporta una lunga serie di limitazioni. Mentre è possibile convertire un epub privo di DRM piuttosto facilmente, per convertire un epub protetto la conversione è più complicata, e soprattutto comporta un procedimento illegale. Quindi, comprando legalmente un ebook su un qualsiasi store online, per poi poterlo leggere sul proprio Kindle, è necessario commettere un atto illegale.
Esiste però anche il problema opposto, e cioè che tutti i libri comprati sullo store Amazon sono in formato azw, formato proprietario ed incompatibile con qualsiasi lettore che non sia Kindle. Pertanto tutti i libri comprati legalmente su Amazon non possono essere letti legalmente su altri e-reader (si può utilizzare l’applicazione Kindle su device Apple o Android, ma qui parlo strettamente di e-reader).

Per chiarire dove stiano i problemi nella pratica, faccio alcuni esempi che spero aiutino a trasmettere le mie perplessità:

- Se compro un ebook in un qualsiasi store diverso da Amazon non potrò leggere quell’ebook legalmente acquistato sul mio Kindle senza prima convertirlo tramite un programma specifico.
- Se compro un ebook protetto da DRM su un qualsiasi store diverso da Amazon, non posso, per legge, leggerlo sul mio Kindle. Posso, in maniera illegale, rimuovere la protezione, convertire il file per poi trasferirlo sul Kindle. In pratica sono equiparato ad un pirata che scarica illegalmente, nonostante io abbia acquistato e pagato il mio libro.
- Se compro un ebook su Amazon si verifica la stessa situazione del punto precedente, ma al contrario. In questo modo se un giorno cambierò il mio lettore di ebook e ne comprerò uno non Amazon tutti i miei ebook legalmente acquistati saranno perduti. Potranno essere letti sull’Amazon Cloud o tramite l’app Android o Apple, ma ciò non toglie che non potranno essere trasferiti su un device di un altro marchio e sarà come non averli mai comprati (c’è sempre la via illegale della conversione, ma insomma, quei libri li ho comprati!).
- Esistono libri che non hanno i DRM. Esistono infatti case editrici, come Minimum Fax, Newton Compton, ISBN etc., che non mettono lucchetti sui propri libri che quindi possono essere tranquillamente convertiti. Tuttavia quegli stessi ebook che non hanno protezioni, se comprati sullo store Amazon vengono venduti in formato azw che, per sua natura, porta con sé un lucchetto proprietario. Ciò significa che in teoria, per preservare al massimo i propri diritti di lettore, bisognerebbe fare attenzione e comprare i libri senza protezioni su store diversi da Amazon. Possibilissimo e attuabilissimo, ma anche un’inutile complicazione.
- I prestiti bibliotecari. Non ne ho mai usufruito, ma credo che un Kindle rappresenterebbe solo un problema in un simile contesto, a meno che non si stringessero speciali accordi con Amazon. Un servizio come MLOL credo (accolgo ogni tipo di smentita) sia incompatibile con il Kindle dal momento che i libri prestabili sono in formato epub (con e senza DRM) e quindi illeggibili su Kindle.

Insomma, questi sono solo alcuni aspetti che ritengo sia necessario tenere in considerazione al momento dell’acquisto di un e-reader. Come dicevo, sono tutte problematiche per niente nuove e che avrei dovuto tenere in considerazione anche io due anni fa, tuttavia in mia difesa dico che due anni fa gli store di ebook in Italia erano pochi e mal forniti, le case editrici italiane hanno cominciato a produrre seriamente ebook solo un anno dopo il mio acquisto e dunque Amazon.com era comunque una scelta quasi obbligata per l’acquisto dei miei libri.

Nel blog sono presenti molti post di lodi del Kindle, non li rinnego affatto, ribadisco la mia piena convinzione in merito alla qualità del prodotto, mi sembra però corretto lasciare spazio anche a riflessioni che prescindono dalla qualità favorendo invece i così detti “diritti del lettore”. Per quanto si continui a dire che comprando un ebook si acquista solamente il diritto ad accedere al prodotto e non il suo possesso, io fatico ancora ad attenermi a questa prospettiva e quando compro un libro, di carta o di bit, lo faccio per averlo e non per poterci accedere. In quest’ottica ribadisco il fatto che la prossima volta che comprerò un e-reader non sarà certamente un Kindle.

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Amazon censura una casa editrice e ne blocca il profilo

Voglio segnalare questo articolo di Quintadicopertina.

Credo sia doveroso prestare attenzione a questo tipo di dinamiche che si verificano, quantomeno per stabilire dei comportamenti di acquisto etici.
È vero che io ho un Kindle comprato su Amazon, tuttavia se oggi dovessi comprarmi un e-reader, alla luce delle esperienze che ho fatto, e soprattutto delle informazioni che ho raccolto, molto probabilmente mi orienterei verso una scelta differente. Ho comprato un Kindle quando in Italia eravamo in dodici a leggere ebook e il Kindle era, a quel tempo, la scelta migliore, se non quasi l’unica.

Per quanto riguarda gli ebook invece, non ne ho mai comprati direttamente su Amazon (escludendo quelli gratuiti e i sample). Quando possibile cerco di acquistarli direttamente dall’autore o dalla casa editrice, e in caso non fosse possibile, acquisto su store italiani.

Invito tutti i lettori a leggere cosa è successo a Quintadicopertina, casa editrice digitale che pubblica anche cose in Creative Commons, e a riflettere in merito alle abitudini di acquisto. Perché noi valiamo.

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