Ieri su Twitter ho intrattenuto un’interessante discussione con il bot di Adelphi edizioni. Tutto è nato dal fatto che casualmente mi sia imbattuta nell’ebook di Accoppiamenti giudiziosi di C. E. Gadda, ebook che nella fattispecie è venduto al modico costo di 18.99 euro.
Ho manifestato il mio disappunto rispetto ad un prezzo così elevato e l’account della casa editrice mi ha prontamente risposto, cosa che ho trovato estremamente positiva. Riporto fedelmente alcuni dei tweet che rispondevano alla questione da me sollevata:
Ci rendiamo conto che la cifra non è bassa, ma è comunque inferiore del 30% al cartaceo. Era l’unico modo per proporlo in ebook.
Quasi 500 pagine, oltre 200 note (e conseguenti costi di realizzazione), un gran lavoro di redazione anche per il digitale più diritti e % agli store; meno di così era davvero dura.
Io in ogni caso, rimango ancora perplessa. Posto che alla qualità delle edizioni Adelphi è dovuto tutto il mio rispetto, rimane il fatto che diciannove euro sono un prezzo davvero ridicolo e non da ultimo controproducente. Gallizio, sempre su Twitter, chiedeva giustamente alla casa editrice: “Arriverete mai a 500 copie vendute?”, Adelphi risponde di confidare nella Coda lunga.
Ma mi chiedo io, se il concetto di Coda lunga può avere il suo senso per il cartaceo, può davvero averne per il digitale? E soprattutto, un ebook di un autore già di per sé non troppo popolare e pure un tantino ostico, che in aggiunta costa quasi 20 euro, può forse sperare di vendere un numero anche minimo di copie?
Da parte mia sono molto scettica e non solo per le scelte di prezzo, ma soprattutto per questo continuo tentativo zoppicante di adeguare il mercato digitale a quello cartaceo, cercando di ricalcarne le dinamiche e le strategie.
Ad esempio, se io lavorassi per Adelphi non avrei mai deciso di pubblicare Accoppiamenti giudiziosi in ebook, quantomeno non in questo preciso momento storico-editoriale. Il catalogo ebook Adelphi conta, ad oggi, ventinove titoli: praticamente niente. Perché decidere di pubblicare un titolo ostico, caro e rivolto ad un ristrettissimo pubblico, quando ci sono centinaia di titoli economici e commerciali che possono essere immessi sul mercato ebook?
Ma tornando alla questione del prezzo, proviamo a ragionare con cognizione di causa: Adelphi ci dice che la produzione dell’ebook ha avuto un costo elevato a causa del lavoro redazionale, della lunghezza del libro e della presenza di note. Ma cosa vuol dire costo elevato? Stiamo parlando di migliaia di euro? Centinaia di migliaia? Molto più probabilmente stiamo parlando di qualche centinaio di euro. L’edizione cartacea conta 485 pagine e 150 note. Quali sono le quotazioni di mercato per convertire un testo di questo genere? Ovviamente dipende dal servizio a cui Adelphi si rivolge, ad ogni modo facendo un conto approssimativo e generoso le tariffe stanziano 0,30 cent a pagina e 0,50 cent a nota. Quanto fa? Il totale è 220,5 euro, che noi possiamo approssimare a 250 euro (non è una cifra poi così esosa, non vi pare?). Ovviamente c’è da aggiungere il lavoro redazionale, potremmo stanziare un generoso 600 euro totale. Facciamo quindi che la produzione in ebook di Accoppiamenti giudiziosi sia costata 600 euro, che per una cosa editrice nazionale, diciamocelo, non è una cifra tragica.
A questi costi di produzione bisogna aggiungere IVA, distribuzione, store, DRM e diritti d’autore (ma si badi, queste spese si applicano a qualsiasi ebook e sono uguali per tutti, mica perché Gadda è Gadda e ha 150 note viene a costare di più, fosse Cappuccetto Rosso costerebbe uguale). Tolte tutte queste voci possiamo prevedere che dell’effettivo prezzo dell’ebook all’editore ritorni in tasca il 40% o poco più. Pertanto per rientrare completamente nei costi (i 600 euro di prima) Accoppiamenti giudiziosi dovrebbe vendere 79 copie, e dall’ottantesima Adelphi comincerebbe davvero a guadagnare qualcosa. Ma ragioniamo per assurdo, se l’ebook in questione costasse 9.99 euro, quante copie dovrebbe vendere per rientrare nei costi? Risposta, calcolatrice alla mano: 150 copie.
La domanda con cui vi lascio è: è più facile vendere 79 copie di Gadda a 18.99 euro, o 150 copie a 9.99?
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