Rifiutare gli editori e autopubblicarsi: succede davvero

Il self-publishing è ormai uno degli argomenti più in voga. È facile però parlare di esordienti che si autopubblicano, è quasi scontato. Non fraintendetemi, non c’è nulla di scontato nel voler diffondere la propria opera, non ci vedo però niente di straordinario in un autore sconosciuto che si rivolge al self-publishing per cercare di farsi strada nel mondo editoriale. Insomma, è la strada più ovvia ora come ora.

Quello che però è inusitato, quantomeno in Italia, è che un autore decida di pubblicare da solo la propria opera pur avendo ricevuto proposte da vere case editrici. Per questo mi sembra importante segnalare il caso di Stefano Amato, meglio conosciuto come L’apprendista libraio, che proprio da oggi ha reso disponibile il proprio libro L’apprendista libraio – il romanzo. Il libro è disponibile in epub e mobi, si può comprare tramite paypal sul blog oppure su Amazon (ma solo in formato per Kindle) e costa 2,99€.

Trovo che quest’iniziativa sia piuttosto innovativa nel panorama italiano. Insomma, quanti tra gli autori esordienti, o quasi (Stefano Amato ha già pubblicato qualcosa), avrebbero il coraggio e l’ardire di rifiutare una casa editrice per tentare di farsi strada da soli? In aggiunta si pensi poi che si rifiuta il cartaceo rivolgendosi esclusivamente al digitale. Insomma, una scelta per niente scontata. Speriamo che non rimanga un caso isolato.

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L’etica ai tempi della pirateria

Grazie ad una segnalazione su Twitter di @antotris mi sono imbattuta in un bellissimo articolo di Vincenzo Latronico. Non conoscevo quest’autore, ma googlando un po’ mi sono imbattuta nella sua biografia, è uno scrittore nato nel 1984 con all’attivo già quattro libri pubblicati.
In ogni caso nell’articolo in questione si parla DEL dilemma morale, quello che affligge anche me e che incalza ogni giorno la mia coscienza dal momento in cui sono diventata proprietaria di un Kindle. IL dilemma morale è chiaramente l’annosa questione della pirateria del libro.

Come risultava dal questionario rivolto ai lettori digitali che ho presentato a novembre a Librinnovando, la pirateria in ambito letterario è già ampiamente diffusa. Per quanto il mercato ebook possa essere considerato ininfluente ed insignificante, tuttavia la diffusione illegale di contenuti è un dato che non può essere sottovalutato, soprattutto se si considera che la proposta di titoli illegali è ben più ampia di quella legale.
Lo scaricamento di film, musica e software è prassi da diversi anni, quello dei libri invece può essere considerato un fenomeno abbastanza recente (in realtà non è così recente, ma diciamo che almeno in Italia sta diventando consuetudine solo da fine 2010). Esistono siti dedicati, l’offerta P2P cresce di giorno in giorno e, per quanto mi riguarda, cresce di giorno in giorno anche il senso di colpa o quantomeno la volontà di stabilire un limite etico alla mia condotta.

Ad esempio, sono arrivata a considerare legittimo il possesso di ebook che già possiedo in cartaceo, nell’ottica in cui mi sento di aver già assolto al mio dovere morale di acquisto. Un altro caso è quello in cui l’autore sia morto. In teoria i diritti cessano settant’anni dopo la morte dell’autore, ma insomma, moralmente mi sento più che a posto e ho pochi scrupoli al pensiero di star sottraendo proventi a familiari ed eredi che nei fatti non hanno mosso un dito.
Tutte le altre casistiche però sono crivellate dal senso di colpa.

Latronico nel suo articolo parla di questi stessi dilemmi, ma in aggiunta unisce una pesante aggravante deontologica, e cioè che lui stesso è un autore.
Per quanto mi riguarda provo molta più vergogna al pensiero di scaricare un libro che un film. Teoricamente una differenziazione insensata e logicamente infondata, eppure uno scrittore mi fa molta più pena della 20th Century Fox. Mi riprometto sempre di acquistare quello che mi piace, proposito che effettivamente rispetto, tuttavia non dormo ancora sonni tranquilli.

E voi? Dormite la notte?

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Enhanced book impermeabili

Due fatti apparentemente scollegati tra loro:

  • ieri ho comprato il libro Noi siamo il nostro cervello di Dick Swaab e malgrado gli impegni volevo leggerlo subito a tutti i costi.
  • per quasi tutta la mia vita ho vissuto in una casa con due docce e nessuna vasca da bagno, probabilmente tale privazione ha fatto crescere in me un’ossessione per i bagni di acqua calda. Da qualche tempo mi sono trasferita in una casa accessoriata di vasca da bagno e ieri volevo moltissimo farmi il bagno.

Si capirà quindi che mi sarebbe piaciuto riuscire a coniugare i due punti e avrei voluto portarmi il mio bel libro di carta nell’acqua. Il mio buon senso me l’ha impedito. Però ho passato tutto il tempo di immersione a pensare che, per quanto degli enhacements dei contenuti mi interessi davvero poco, forse di quelli formali mi interessa di più.

Chiaramente non si parla più del libro vero e proprio, ma si ragiona sull’oggetto. Insomma, ieri avrei voluto un libro impermeabile. Stamattina facendo colazione leggevo sempre il libro incriminato, e, a causa del notevole spessore, difficilmente riuscivo a tenere aperto il libro senza sporcarlo e al contempo mangiare. Con Kindle in effetti queste operazioni sono in ogni caso più facili, quindi direi che l’enhancement per colazione ce l’abbiamo già.

E quali sono gli enhancements formali che vorreste voi?

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I grandi romanzi Espresso, app da dimenticare

La mia latitanza si deve a due cause correlate: trasloco e conseguente assenza di adsl. Ho passato le vacanza tra il sito Ikea e il negozio Ikea e a stento riesco a seguire le novità relative al mondo editoriale. In ogni caso una cosa da dire ce l’ho e riguarda un’applicazione per iPad.

L’applicazione di cui voglio parlare si chiama I grandi romanzi ed è prodotta dal gruppo Espresso, è scaricabile gratuitamente e a cadenza settimanale mette a disposizione un grande classico della letteratura (Anna Karenina, Le affinità elettive, Madame Bovary etc.).
Riporto quello che c’è scritto nella pagina di presentazione dell’app:

Tra le funzionalità dell’applicazione:
1. Edicola: scopri ogni settimana il nuovo titolo della collana da scaricare
2. La mia Libreria: il tuo archivio in cui verranno salvati tutti i libri scaricati
3. Sfoglio digitale: potrai aumentare o diminuire la dimensione del testo attraverso il doppio tap sulla pagina o il pinch-to-zoom.

Le prime due funzionalità le possiamo tralasciare, ma vogliamo parlare della terza? Ma davvero la possiamo considerare una funzionalità? Insomma, fare zoom pizzicando lo schermo è la prima qualità dell’iPad, davvero vogliamo farla passare come una funzionalità di questa specifica applicazione? In ogni caso non è certo questo il problema più grande.
Fortunatamente non si nomina mai la parola ebook, perché, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, quando si apre l’applicazione si intuisce subito che i libri sono dei semplici pdf, e di qui la necessità di zoomare per ingrandire i caratteri, provocando l’ovvia conseguenza di dover strattonare la pagina in ogni direzione per leggerla completamente.
Insomma, un’applicazione mediocre per leggere scomodamente dei libri che tutti abbiamo già in casa, ma è gratis quindi non si può nemmeno prendersela troppo a male.

Ma io me la sono presa a male lo stesso. E Perché? Perché ancora una volta il lettore viene preso a pesci in faccia. E in che modo precisamente?
Ebbene, appena aperto Anna Karenina, la prima cosa che ho guardato è stata di chi fosse la traduzione: informazione non pervenuta. Non  c’è uno straccio di colophon, né un occhiello. Niente. Anna Karenina in versione originale italiana? Davvero?
Così mi è venuto un cocente dubbio, ho scorso l’indice e sono andata fino all’ultimo capitolo, ho poi sfogliato una a una le pagine fino ad arrivare in fondo, e cosa ci trovo lì in fondo in un posto nascosto e inaccessibile? L’indice che riporta anche l’ubicazione di Introduzione, Cronologia della vita, delle opere, Traduzioni italiane e Nota del traduttore. Tutte pagine che non sono presenti in questa edizione digitale.

Quello che mi chiedo è: se davvero tu, Gruppo Espresso, vuoi farti pubblicità fornendo un servizio a potenziali lettori digitali, perché allo stesso tempo li prendi così smaccatamente in giro? Perché gli fornisci un prodotto di serie B rispetto a quello che potresti dare?
Almeno abbi il decoro di cancellare le tracce della tua malafede.

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Ebook gratis per Natale

È Natale e le case editrici sono tutte più buone. Non è del tutto vero, ma in questi giorni è comunque possibile trovare alcuni ebook gratuiti messi a disposizione in occasione delle feste. Ve ne segnalo alcuni, così che anche chi riceverà un e-reader in regalo potrà sperimentare il proprio lettore con alcuni testi gratuiti prima di decidere cosa (e se) acquistare dell’altro. Ovviamente invito chiunque fosse a conoscenza di altre iniziative a riportarle nei commenti ad uso e consumo di tutti noi lettori. Specifico che non ho letto né scaricato tutti gli ebook che segnalerò, quindi non garantisco sulla qualità.

  • Per Natale e per celebrare il cinquantenario della casa editrice, Marsilio mette a disposizione “Tra le carte di un editore” di Cesare de Michelis, fondatore della casa editrice. Per scaricare il libro bisogna iscriversi alla newsletter (epub e mobi senza protezioni, sembrano esserci problemi nel download, ma cliccando col destro dovrebbe andare tutto per il meglio).

Segnalo inoltre qualche altro ebook gratis che prescinde dalle case editrici:

  • “Manuale di buon senso in rete” di Alessandra Farabegoli. Alessandra tiene un blog che seguo da molto tempo in cui racconta delle sue esperienze lavorative nel campo del web e del marketing, ogni suo post è una vera e propria lezione (pdf).
  • Gamberetta, straordinaria autrice del blog Gamberi Fantasy, ha scritto e messo a disposizione un romanzo intitolato “Assault fairies”, per la descrizione dettagliata rimando al post dedicato (mobi, epub, pdf, rtf).
  • Qui invece un racconto di Natale offertoci dalla baracca di Sudare Inchiostro.

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Ancora sul prezzo degli ebook e su alcune scelte opinabili

Ieri su Twitter ho intrattenuto un’interessante discussione con il bot di Adelphi edizioni. Tutto è nato dal fatto che casualmente mi sia imbattuta nell’ebook di Accoppiamenti giudiziosi di C. E. Gadda, ebook che nella fattispecie è venduto al modico costo di 18.99 euro.
Ho manifestato il mio disappunto rispetto ad un prezzo così elevato e l’account della casa editrice mi ha prontamente risposto, cosa che ho trovato estremamente positiva. Riporto fedelmente alcuni dei tweet che rispondevano alla questione da me sollevata:

Ci rendiamo conto che la cifra non è bassa, ma è comunque inferiore del 30% al cartaceo. Era l’unico modo per proporlo in ebook.

Quasi 500 pagine, oltre 200 note (e conseguenti costi di realizzazione), un gran lavoro di redazione anche per il digitale più diritti e % agli store; meno di così era davvero dura.

Io in ogni caso, rimango ancora perplessa. Posto che alla qualità delle edizioni Adelphi è dovuto tutto il mio rispetto, rimane il fatto che diciannove euro sono un prezzo davvero ridicolo e non da ultimo controproducente. Gallizio, sempre su Twitter, chiedeva giustamente alla casa editrice: “Arriverete mai a 500 copie vendute?”, Adelphi risponde di confidare nella Coda lunga.
Ma mi chiedo io, se il concetto di Coda lunga può avere il suo senso per il cartaceo, può davvero averne per il digitale? E soprattutto, un ebook di un autore già di per sé non troppo popolare e pure un tantino ostico, che in aggiunta costa quasi 20 euro, può forse sperare di vendere un numero anche minimo di copie?
Da parte mia sono molto scettica e non solo per le scelte di prezzo, ma soprattutto per questo continuo tentativo zoppicante di adeguare il mercato digitale a quello cartaceo, cercando di ricalcarne le dinamiche e le strategie.
Ad esempio, se io lavorassi per Adelphi non avrei mai deciso di pubblicare Accoppiamenti giudiziosi in ebook, quantomeno non in questo preciso momento storico-editoriale. Il catalogo ebook Adelphi conta, ad oggi, ventinove titoli: praticamente niente. Perché decidere di pubblicare un titolo ostico, caro e rivolto ad un ristrettissimo pubblico, quando ci sono centinaia di titoli economici e commerciali che possono essere immessi sul mercato ebook?
Ma tornando alla questione del prezzo, proviamo a ragionare con cognizione di causa: Adelphi ci dice che la produzione dell’ebook ha avuto un costo elevato a causa del lavoro redazionale, della lunghezza del libro e della presenza di note. Ma cosa vuol dire costo elevato? Stiamo parlando di migliaia di euro? Centinaia di migliaia? Molto più probabilmente stiamo parlando di qualche centinaio di euro. L’edizione cartacea conta 485 pagine e 150 note. Quali sono le quotazioni di mercato per convertire un testo di questo genere? Ovviamente dipende dal servizio a cui Adelphi si rivolge, ad ogni modo facendo un conto approssimativo e generoso le tariffe stanziano 0,30 cent a pagina e 0,50 cent a nota. Quanto fa? Il totale è 220,5 euro, che noi possiamo approssimare a 250 euro (non è una cifra poi così esosa, non vi pare?). Ovviamente c’è da aggiungere il lavoro redazionale, potremmo stanziare un generoso 600 euro totale. Facciamo quindi che la produzione in ebook di Accoppiamenti giudiziosi sia costata 600 euro, che per una cosa editrice nazionale, diciamocelo, non è una cifra tragica.
A questi costi di produzione bisogna aggiungere IVA, distribuzione, store, DRM e diritti d’autore (ma si badi, queste spese si applicano a qualsiasi ebook e sono uguali per tutti, mica perché Gadda è Gadda e ha 150 note viene a costare di più, fosse Cappuccetto Rosso costerebbe uguale). Tolte tutte queste voci possiamo prevedere che dell’effettivo prezzo dell’ebook all’editore ritorni in tasca il 40% o poco più. Pertanto per rientrare completamente nei costi (i 600 euro di prima) Accoppiamenti giudiziosi dovrebbe vendere 79 copie, e dall’ottantesima Adelphi comincerebbe davvero a guadagnare qualcosa. Ma ragioniamo per assurdo, se l’ebook in questione costasse 9.99 euro, quante copie dovrebbe vendere per rientrare nei costi? Risposta, calcolatrice alla mano: 150 copie.

La domanda con cui vi lascio è: è più facile vendere 79 copie di Gadda a 18.99 euro, o 150 copie a 9.99?

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Risultati del questionario rivolto ai lettori digitali

Diamo i numeri. È giunto il momento di pubblicare i risultati del famoso questionario rivolto ai lettori digitali.
In occasione della sessione Books Blogger di Librinnovando ho presentato solo alcuni dati, cliccando sull’icona in fondo all’articolo è invece possibile scaricare il pdf che contiene tutti i grafici.
Ho deciso di rendere disponibili tutti i dati grezzi in modo che chiunque possa utilizzarli per ulteriori studi, o anche solo per guadagnare consapevolezza in merito alla situazione attuale. L’unica cortesia che vi chiederei è quella, nel caso voleste utilizzare questi dati, di citare il mio nome e quello del blog e magari farmelo sapere, per il resto potete fare quello che volete di questi numeri e di queste torte.
Per l’analisi qualitativa e qualche riflessione invece rimando al mio capitolo del libro La lettura digitale e il web, che potete acquistare qui sia in cartaceo che in ebook, ed inserendo il codice ELETTERATURA avrete anche un piccolo sconto.
Per qualsiasi approfondimento o dubbio non esitate a contattarmi.

Scarica qui i risultati del questionario

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