Sono ormai quasi due anni che leggo in digitale e sono quindi passati quasi due anni dal momento in cui ho cominciato a raccogliere notizie ed opinioni sui vari e-reader presenti sul mercato. Due anni fa ho deciso di comprare un Kindle, oggi, alla luce di molte letture e discussioni vi spiego perché se domani dovessi comprare un nuovo e-reader non comprerei più il lettore di Amazon.
Il Kindle è un e-reader straordinario. È economico e al contempo è indubitabilmente un oggetto di grande qualità. Però. Però è un device proprietario.
Lo so che il Kindle è un lettore proprietario oggi come lo era due anni fa, e che in sostanza nulla è cambiato. Tuttavia io due anni fa non avevo tenuto in debita considerazione questo aspetto e credo che alcune riflessioni in merito possano servire a chi si trovasse in dubbio a proposito dell’acquisto di un nuovo e-reader.
Quello che mi interessava due anni fa era poter leggere in digitale come su carta: con la stessa visibilità e lo stesso sforzo per gli occhi. E basta. Quello che non tenevo in considerazione è che, nel momento in cui si passa a leggere ebook, sorgono problematiche nuove, totalmente assenti nel mondo dei libri di carta. Sembra scontato, forse oggi questo è chiaro a tutti, ma due anni fa a me non era per niente chiaro e l’unico aspetto che mi sembrava rilevante tenere in considerazione era che lo schermo non fosse retroilluminato e che si potesse leggere per ore senza stancarsi, come succede con la carta.
Sul mercato oggi esistono tanti dispositivi, tutti più o meno buoni e che permettono un’ottima lettura rilassante. La mia principale preoccupazione di due anni fa quindi oggi non ha praticamente ragione di esistere. Quali sono quindi gli aspetti che invece fanno la differenza per davvero (oggi come due anni fa)?
Il formato. Come il formato standard per la musica è l’mp3, così il formato standard per gli ebook è l’epub. Il problema è che il Kindle non legge gli epub. I formati ebook che si possono leggere sul Kindle sono mobi e azw.
Assieme al problema del formato viene poi il problema dei DRM e delle protezioni in generale. Generalmente gli ebook delle grandi case editrici italiane sono in formato epub e sono protetti da DRM, un lucchetto Adobe che comporta una lunga serie di limitazioni. Mentre è possibile convertire un epub privo di DRM piuttosto facilmente, per convertire un epub protetto la conversione è più complicata, e soprattutto comporta un procedimento illegale. Quindi, comprando legalmente un ebook su un qualsiasi store online, per poi poterlo leggere sul proprio Kindle, è necessario commettere un atto illegale.
Esiste però anche il problema opposto, e cioè che tutti i libri comprati sullo store Amazon sono in formato azw, formato proprietario ed incompatibile con qualsiasi lettore che non sia Kindle. Pertanto tutti i libri comprati legalmente su Amazon non possono essere letti legalmente su altri e-reader (si può utilizzare l’applicazione Kindle su device Apple o Android, ma qui parlo strettamente di e-reader).
Per chiarire dove stiano i problemi nella pratica, faccio alcuni esempi che spero aiutino a trasmettere le mie perplessità:
- Se compro un ebook in un qualsiasi store diverso da Amazon non potrò leggere quell’ebook legalmente acquistato sul mio Kindle senza prima convertirlo tramite un programma specifico.
- Se compro un ebook protetto da DRM su un qualsiasi store diverso da Amazon, non posso, per legge, leggerlo sul mio Kindle. Posso, in maniera illegale, rimuovere la protezione, convertire il file per poi trasferirlo sul Kindle. In pratica sono equiparato ad un pirata che scarica illegalmente, nonostante io abbia acquistato e pagato il mio libro.
- Se compro un ebook su Amazon si verifica la stessa situazione del punto precedente, ma al contrario. In questo modo se un giorno cambierò il mio lettore di ebook e ne comprerò uno non Amazon tutti i miei ebook legalmente acquistati saranno perduti. Potranno essere letti sull’Amazon Cloud o tramite l’app Android o Apple, ma ciò non toglie che non potranno essere trasferiti su un device di un altro marchio e sarà come non averli mai comprati (c’è sempre la via illegale della conversione, ma insomma, quei libri li ho comprati!).
- Esistono libri che non hanno i DRM. Esistono infatti case editrici, come Minimum Fax, Newton Compton, ISBN etc., che non mettono lucchetti sui propri libri che quindi possono essere tranquillamente convertiti. Tuttavia quegli stessi ebook che non hanno protezioni, se comprati sullo store Amazon vengono venduti in formato azw che, per sua natura, porta con sé un lucchetto proprietario. Ciò significa che in teoria, per preservare al massimo i propri diritti di lettore, bisognerebbe fare attenzione e comprare i libri senza protezioni su store diversi da Amazon. Possibilissimo e attuabilissimo, ma anche un’inutile complicazione.
- I prestiti bibliotecari. Non ne ho mai usufruito, ma credo che un Kindle rappresenterebbe solo un problema in un simile contesto, a meno che non si stringessero speciali accordi con Amazon. Un servizio come MLOL credo (accolgo ogni tipo di smentita) sia incompatibile con il Kindle dal momento che i libri prestabili sono in formato epub (con e senza DRM) e quindi illeggibili su Kindle.
Insomma, questi sono solo alcuni aspetti che ritengo sia necessario tenere in considerazione al momento dell’acquisto di un e-reader. Come dicevo, sono tutte problematiche per niente nuove e che avrei dovuto tenere in considerazione anche io due anni fa, tuttavia in mia difesa dico che due anni fa gli store di ebook in Italia erano pochi e mal forniti, le case editrici italiane hanno cominciato a produrre seriamente ebook solo un anno dopo il mio acquisto e dunque Amazon.com era comunque una scelta quasi obbligata per l’acquisto dei miei libri.
Nel blog sono presenti molti post di lodi del Kindle, non li rinnego affatto, ribadisco la mia piena convinzione in merito alla qualità del prodotto, mi sembra però corretto lasciare spazio anche a riflessioni che prescindono dalla qualità favorendo invece i così detti “diritti del lettore”. Per quanto si continui a dire che comprando un ebook si acquista solamente il diritto ad accedere al prodotto e non il suo possesso, io fatico ancora ad attenermi a questa prospettiva e quando compro un libro, di carta o di bit, lo faccio per averlo e non per poterci accedere. In quest’ottica ribadisco il fatto che la prossima volta che comprerò un e-reader non sarà certamente un Kindle.



Giusto una annotazione. Anche su Amazon sono venduti ebook privi di DRM (io, per esempio, ho pubblicato ebook lì sopra e durante la fase di upload dei testi mi veniva chiesto esplicitamente se volevo o non volevo DRM), però ho altresì notato che questa informazione non viene mostrata all’aquirente, o per lo meno non è in bella vista (io proprio non l’ho trovata!).
A ogni modo, finalmente, in Italia è arrivato il Kobo (proprio in questi giorni). In rete si parla un gran bene di questi ebook reader, qualcuno dice che siano i migliori sul mercato. Sono liberi da qualsiasi brand, se ho capito bene, e i prezzi sono analoghi a quelli di Amazon. A commercializzarli è Mondadori… Fossero arrivati un paio di anni fa, non avrei preso un Kindle! :D
peccato però kè commercializzato da INMONDADORI, dove sevizio è inesistente e il cliente non conta! (Ho ordinato e non mi è mai arrivato, adesso lottando x riavere miei soldi) Scandaloso!
Ciao Marta,
condivido appieno il tuo punto di vista. A suo tempo non ho acquistato un kindle proprio per i motivi di cui parli e ho scelto un Nook (che in Italia non c’è), molto simile per funzionalità al Kindle Touch, per intenderci. L’ho un po’ smanettato e adesso oltre al suo software originale gira anche Android con l’app per kindle ;) Però non sono sicura che sia un procedimento del tutto legale.
Aggiungo un’ulteriore considerazione: Amazon ha sede legale in Lussemburgo, dove l’IVA sugli ebook è al 3%, quindi per ogni acquisto di ebook versa un IVA ridotta al Lussemburgo, anche nel caso di acquirenti italiani. In Italia, invece, l’IVA sugli ebook è al 21%. Quindi Amazon intasca il 18% in più su ciascun ebook venduto rispetto agli store italiani (a parità di ‘prezzo di copertina’) e lo stato italiano non riceve proprio nulla (e parallelamente aumenta l’IVA).
[Per dovere di cronaca, lo stesso fa Apple con iBookstore.]
Anche per questo preferisco gli store italiani o, per i libri in lingua, Kobobooks (società canadese che ha portato in Italia l’ereader kobo in collaborazione con Mondadori).
Silvia
Ciao Marta, concordo in pieno con la tua analisi, anche se pure io poi ho “capitolato” comprando un Kindle. Detto questo, secondo me il problema non è di Kobo piuttosto che Kindle, Nook e chi più ne ha più ne metta. Il problema è che non esiste, e magari non si vuole promuovere, uno STANDARD valido per tutti i dispositivi. Mi ricorda un po’ i tempi del vhs contro betamax… alla fine ne rimase soltanto uno.
E immagino sarà lo stesso anche per i libri digitali. Personalmente non so chi la spunterà ma trattandosi in fin dei conti di software credo che una volta determinato il vincitore, le piattaforme sconfitte provvederanno a rilasciare il software necessario, pena la migrazione dei propri utenti verso il concorrente. Voglio dire che se mai amazon dovesse ritrovarsi in minoranza, per quanto sia difficile da credere, probabilmente aggiornerà i kindle in modo che leggano i DRM. E viceversa.
Almeno, me lo auguro.
PS: se poi ci venisse concesso il (a mio modo di vedere) sacrosanto diritto di convertire tra formati forse la faccenda sarebbe chiusa in partenza no?
marco
Lo standard esiste ed è epub.
È un formato aperto, ben documentato, e se ne sta sviluppando la versione 3 (che probabilmente sarà inutile su epaper, visto che il grosso delle novità sono animazioni e interattività).
Gli si può aggiungere il DRM, ma io, per esempio, per scelta non compro ebook con DRM.
È Amazon che cerca di andare controcorrente con l’azw.
Ma infatti. Personalmente sono di quella chiesa che vede l’ebook reader come semplicissima appendice di un pc. Meno c’è meglio è. Un cavetto usb (o il blue tooth) per collegarli e gestire la memoria e poi basta. Una bella scorta e lo metto in borsa. Lascio volentieri la performance ad altri strumenti multifunzione. Non sono cliente Amazon e, appunto, se non decideranno di cambiare determinate strategie commerciali, credo proprio che non lo diventerò. Sono stato contento dello sbarco in Italia di un soggetto così imponente e vivace perchè è servito (e tuttora serve) a smuovere una palude, quella italiana, editoriale, dalle acque torbide e apparentemente immobili. Ancora ce ne vorrà, beninteso. Questo però non mi convince a portarmi dietro un pezzo di catena di montaggio di una multinazionale. Meglio il formato aperto, meglio l’epub.
D’accordissimo! Io sono nuova dell’ebook, e resto ben legata alla carta, ma per viaggiare è comodissimo un lettore ebook: così posso passare da un punto all’altro del globo senza dover fare valigie di libri :)
Dopo aver letto questo e altri utili post, ho optato per un lettore “non proprietario”, che possa leggere diversi formati, con e senza le odiate (da me) DRM, e che faccia solo il lettore ebook: niente altro se non il piacere di un buon libro :)
E il mio formato preferito resta sempre l’epub! La mia prima scelta nell’acquisto di un libro. O nel download da uno dei miei siti preferiti, quello del progetto Gutenberg: tanti classici free in tantissimi formati!
Credo che il problema sia di altro tipo, oltre al drm si drm no… lo spostamento dal possesso del libro (cartaceo o digitale non importa) alla sua licenza d’uso.
Si sta cercando di convincere i lettori a passare da un paradigma della proprietà dell’oggetto librario (e quindi di tutte le libertà ad esso associate) a quello dell’accesso.
Cosa magnificata anni addietro da un futurologo quale Rifkin e che potrebbe pure andare bene in alcuni settori, meno in campo culturale.
Sono anch’io un possessore della prima ora di kindle 3 e, per quanto possibile, ho sempre cercato di acquistare su store che non usassero drm ed in formato epub sobbarcandomi l’onere della conversione via calibre. Ma col passare del tempo la comodità dell’acquisto diretto via wifi sul kindle ha avuto il sopravvento. :-(
Però non posso prestare il libro così acquistato al mio figlioccio o a mia zia e questo non è piacevole se si vogliono condividere letture e poter discutere insieme.
Non potrei essere più d’accordo!
Pingback: Il nuovo Kobo Touch - da eFFe
Io faccio un discorso diverso: piuttosto che comprare un prodotto che ha a che fare con la Mondadori mi tengo il mio kindle :)
Mi soffermo brevemente su poche considerazioni e dico SI’ al Kindle, perchè…….
è un ereader ottimo qualitativamente e con il prezzo più basso della categoria (mi riferisco a quello da 79 euro), senza tanti fronzoli e funzioni che non servono ad un lettore di libri;
gli ebook su Amazon costano meno o hanno lo stesso prezzo di altri negozi, quindi perchè dovrei acquistarli da un’altra parte?
parere assolutamente personale…..perchè dovrei pormi il problema se un domani mi si rompe il Kindle e gli ebook sono in un formato che altri ereader non leggono….ecc.ecc…..io un libro lo leggo 1 volta e basta, altrimenti chi ha il tempo necessario per leggere le novità in uscita?
Ciao a tutti
Argomenti più che condivisibili, cara Marta, e anch’io non capisco che cosa aspetta Amazon a rendere leggibili sui kindle i formati epub. Però, a parte la scelta del formato epub, che è importantissima, tutti gli altri argomenti contrari valgono più o meno allo stesso modo anche nei confronti di un “Kobo” o di un “Leggo” o di un altro device… Se prendo un Kobo, ad esempio, per gli acquisti sono legato a Mondadori e se compro un ebook protetto da Amazon, e lo devo convertire, compio ugualmente un’azione “illegale”. E temo che (ma chiedo conferma) lo stesso problema della perdita dei libri sul cloud si riproporrebbe anche col Kobo, se decidessi di passare a un Kindle. Insomma il problema vero è rappresentato dalla sciagurata logica proprietaria che imperversa, dalla mancanza di interoperabilità e dai lucchetti come i DRM. E non mi pare che un device sia molto diverso dall’altro, da questo punto di vista, anche perché le scelte fondamentali le fanno gli editori, non i produttori di hardware e nemmeno gli aggregatori (anche se tutti hanno la loro fetta di responsabilità).
Sono d’accordo sull’analisi. Io ho sempre considerato Amazon ed il suo kindle come una sorta di nave rompighiaccio. Un po’ come la microsoft per i computer desktop. Ora tocca agli utenti informarsi su quale siano le alternative più praticabili (ed etiche).
Abbiamo regalato un Kindle ad un nostro amico, qualche mese fa, per il suo compleanno. Al momento è sembrata la scelta più azzeccata dato il rapporto qualità prezzo. Sebbene al momento il mio amico si trovi bene con il Kindle (e di questo sono contenta, naturalmente), io sono d’accordo con l’articolo in questione riguardo le troppe restrizioni (soprattutto per quanto riguarda il formato epub che per me è indispensabile dato che lo preferisco al pdf e converto anche il materiale dei professori universitari) e penso che, per me stessa, opterei per qualcosa di più versatile. Per quanto riguarda i DRM, in effetti, l’evoluzione dovrebbe partire dagli editori.
Ciao Marta, mi trovo anch’io in una condizione simile, anzi sono già passato da un kindle keyboard al 3 touch (ma non prenderò il paperwhite) e ti offro alcune considerazioni al volo:
1) sto tenendo un archivio separato con calibre di tutti i sorgenti epub acquistati fuori amazon, è noioso, ma utile (mia moglie legge gli epub con un tablet)
2) spesso i prezzi amazon sono inferiori agli altri editori, specialmente per i titoli di nicchia
3) se un volume è protetto da Adobe DRM, non troverai mai l’epub, ma su amazon ci sarà una versione azw funzionante (constatato dopo molte ricerche frustranti con i gentili librai di UltimaBooks)
4) gli azw sono fastidiosi, ma non prenderò mai dei titoli con Adobe DRM, che considero sadismo puro
5 e molto importante) se ti servono testi in inglese Amazon è una scelta quasi obbligata per la facilità di reperimento e la presenza di offerte a prezzi anche molto doversi.
Quindi, se si rompresse il mio kindle :*( che farei ?
Valuterei il Kobo, ma credo che almeno per il punto 5 prenderei un altro Kindle.
Pingback: Nasce ebg-store.it, il primo ebookstore senza DRM | EbookGratis.it
Il tutto si risolve con Calibre e i suoi plugin “illegali”. Ritengo tuttavia che, nel momento in cui acquisto un ebook (quindi lo pago) e lo trasferisco su di un supporto per poterlo leggere, non sto commenttendo alcun crimine.
Buonasera molto interessanti i vostri commenti.. anche io ho acquistato l’anno scorso il primo kindle .. che uso molto .. la lettura è buona anche se lo sfondo grigio per me che leggo solo di sera non è il massimo. condivido con voi le preoccupazioni di perdere l’accessibilità dei libri acquistati su amazon, pensando a quando disgraziatamente non funzionerà più e volessi scegliere un lettore e-book più conveniente anche come caratteristiche. come fa notare anche cesare, non ci sarebbe niente di male se passassimo il libro da un lettore all’altro. spero che amazon nel frattempo prenda provvedimenti e vada più verso le esigenze degli utenti-lettori, che pensare ad avere un formato in esclusiva. poi come fate notare anche voi è brutto il fatto di non poter prestare i libri ai nostri parenti .. come avremmo sicuramente fatto con un libro cartaceo, anche se noi l’abbiamo legalmente comprato!
Pingback: Kobo Glo – tiepide emozioni | e-letteratura