Selfpublishing: un milione di dollari in 30 giorni, true story

Qualche giorno fa, in seguito alla lettura di questo post di Estuan sui web-comic (post che ho disperatamente quanto invano tentato di commentare) riflettevo sulla gratuità dell’internet e in generale su come gli artisti mettono a disposizione il proprio lavoro sul web in forma gratuita. Mi sono quindi ritrovata a pensare che in diversi casi io sarei disposta a pagare una sorta di abbonamento per supportare gli artisti che mi piacciono. La maggior parte delle volte chi scrive, disegna, eccetera, lo fa nel tempo libero: succede quindi che la vita per ragioni di tempo/soldi/problemi vari impedisca che una determinata produzione avvenga con regolarità.
Tra l’altro non è infrequente che quando un artista non riesce a mantenere il ritmo serrato di produzione il pubblico se ne lamenti sonoramente (si vedano gli insulti volati nei confronti di eriadan o zerocalcare quando hanno annunciato delle pause). In ogni caso noi fruitori non possiamo dimenticarci che tutto il lavoro che viene fatto a nostro uso e consumo, in questi casi, è completamente gratuito.

Ma venendo al vero argomento del post, oggi volevo parlare di un caso eclatante di self-publishing che, almeno in Italia, per quanto ho avuto occasione di verificare, è passato totalmente sotto silenzio. Quando dico “eclatante” intendo proprio un successo inaspettato e clamoroso. Questo successo sconsiderato è capitato a Rich Burlew, autore di un web-comic online dal 2003 e intitolato The order of the stick.

Rich Burlew nel corso degli anni si è sempre autoprodotto copie cartacee dei suoi fumetti, tuttavia in tempi recenti non poteva affrontare le spese di ristampa di un volume ormai esaurito che veniva ancora richiesto dai lettori. Per questa ragione ha deciso di ricorrere a Kickstarter, un servizio che offre la possibilità di creare campagne di raccolta fondi per finanziare progetti artistico-creativi.
La campagna è iniziata il 21 gennaio 2012, l’obiettivo era raccogliere 57.750$ in trenta giorni. Rich Burlew si è rivolto ai propri fan chiedendo di sostenere l’iniziativa, ed il risultato ottenuto è stato inimmaginabile: in trenta giorni le donazioni sono arrivate ad un milione duecentocinquantaquattromila e centoventi dollari (1.254.120$).
Rich non solo potrà ristampare il libro esaurito, ma potrà fare migliaia di altre cose, con la piena libertà di potersi dedicare al suo fumetto.


È interessate vedere come è stata organizzata la campagna di fund-raising. Qui è possibile seguire giorno per giorno l’andamento delle donazioni e allo stesso tempo vedere, nella colonna di destra, come si invogliavano le persone a donare. Ad ogni donazione infatti è collegata una serie di “ricompense” commisurate all’entità della cifra. Tra l’altro, è interessante sottolineare che le campagne organizzate su Kickstarter funzionano davvero solo la cifra-meta viene raggiunta. In sostanza le donazioni vengono addebitate ai donatori solo se l’intera somma delle donazioni arriva alla cifra che ci si era proposti all’inizio, in caso contrario la campagna fallisce e a nessuno viene preso nemmeno un soldo di quelli che si era intenzionati a donare.
Qui invece c’è il messaggio scritto da Rich al termine dei trenta giorni.

Credo che questo caso sia particolarmente interessante nell’ambito del self-publishing, testimonia infatti come la qualità e la fidelizzazione possano giocare un ruolo importantissimo nella riuscita di un progetto editoriale. Ma soprattutto testimonia come il pubblico di così detti scrocconi, che fruisce gratuitamente del lavoro creativo di altri, sia invece ampiamente disposto a contribuire a progetti validi di autori stimati, se gliene viene data l’occasione.

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5 risposte a Selfpublishing: un milione di dollari in 30 giorni, true story

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  2. estuan ha detto:

    Mi dispiace che tu non sia riuscita a commentare! Che problemi ci sono stati? Se preferisci scrivimi dal mio profilo blogger, così se posso sistemo la cosa.

    Riguardo al vero tema del post, cioè le raccolte kickstarter, le ritengo cosa buona e funzionale. L’unico difetto che possono avere, riguardo al lavoro di un fumettista o scrittore su web, è che sono rivolte a uno specifico progetto e non all’attività in genere. Bisognerebbe sapere quanto funzionano i tastini per le donazioni permanenti (tipo quello su Liber Liber). Fra i web-fumettisti discretamente seguiti, Albo ce ne ha uno, e in effetti non so se abbia anche un mestiere “vero”.

  3. Marta ha detto:

    È vero, Kickstarter è mirato solo per progetti precisi e non può essere utilizzato per il sostentamento. Però credo esistano altri metodi, come i pulsanti di donazione etc.
    Davide Mana, l’autore del blog Strategie evolutive, ad esempio mette a disposizione tutta la sua produzione letteraria in forma gratuita e permette poi di afre donazioni se lo si vuole. Personalmente io trovo questa formula molto corretta, tanto più che viene data la possibilità di assegnare un valore alle cose, anche se mi rendo conto che un sistema del genere potrebbe funzionare davvero solo in un mondo caramellato dove tutti sono buoni e onesti. Tuttavia sono anche convinta che l’internet spesso tiri fuori il buono delle persone come testimoniano tanti immani progetti sostenuti dalla sola buona volontà degli individui.
    Insomma, bisogna provare, alla fine posizionare un tasto di donazioni in un sito non credo costi poi tanta fatica.

  4. Francy ha detto:

    La vera meritocrazia esiste in rete!

  5. evilripper ha detto:

    è giusto che gli autori ricevano un pò di soldini, l’idea di fare un abbonamento che consenta all’utente di poter usare i contenuti è ottima… anche perchè gli autori aumentano e i contenuti aumentano sempre di più anche loro e ci vorrebbe un nuovo sistema che spazzi via quello attuale che è totalmente inadeguato.
    Cmq per le donazioni esiste anche il pulsantino di paypal oppure un altro metodo molto simpatico che ancora non ho provato è flattr. Gli strumenti ci sono se un autore è bravo e ha un pò di fan deve solamente chiedere. :-D

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